Vi racconto la storia della mia classe 2 CA del corso Costruzioni Ambiente e Territorio CAT (ex Geometri):
Siamo a Settembre, immaginatevi una classe di ragazzi spaesati che si trovano di fronte una professoressa dai capelli brizzolati e che parla della “pelle” degli edifici, come se gli edifici fossero un organo vivente; immaginatevi inoltre, che l’assurda tesi proposta possa avere una concreta risposta tecnologica, e che questa nuova visione, di organo inanimato (edificio), cominci ad avere una vita propria a partire dalla “pelle” (superfici esterne delle pareti).
Ecco che la nuova tesi, porta ad una osservazione diversa della prima cosa che si vediamo in una stanza, ovvero i colori delle pareti, o meglio la “pelle” dell’organismo edilizio, esattamente come facciamo con una persona, osserviamo la faccia. In questa nuova visione la discussione si anima e la pelle della nostra aula non ci piace più, la vediamo sporca, piena di buchi, graffiti di ogni genere, un degrado che ora diventa inaccettabile.
La discussione tra tecnologia ed estetica porta a una unica ipotesi fantasiosa: come potrebbe essere la nostra classe se avesse una pelle bella e curata? una sorta di skincare dell’aula.
Immaginatevi l’esplosione fantastica di soluzioni estetiche probabili ed improbabili, sembrava proprio di aver abbattuto quel muro che divide il confine tra chi sta seduto al banco e chi alla cattedra e tutti ci siamo unificati nel pensiero, compresa la Prof. Enza Mortillaro la nostra grande sostenitrice, la discussione è proseguita per molti giorni.
Raffreddati i primi entusiasmi, il progetto prende forma, arriva l’ora di rimboccarsi le maniche, e propongo di rilevare le misure dell’aula, disegnare su ProgeCAD e da questa base costruire il progetto per cercare di dare forma alla visione della nostra fantasia.
Ma un progetto su carta serve a poco, i ragazzi vogliono di più, ovvero mettere mano a pennello e vernice e prendersi cura della pelle della loro aula.
Il progetto era ambizioso e molto stimolante, così dopo alcune e-mail mandate alla presidenza, ed appostamenti vari, riesco a parlare con il D.S. prof. Filippo Pelizza, che mi ha ascoltata con attenzione, ed il gioco è fatto! si innamora del progetto che consiste in una sorta di concorso interno alla classe dove gli alunni, in piccoli gruppi, realizzarono i loro progetti, e alla fine dell’anno sulla scrivania del preside sono comparse alcune buste bianche con i nostri progetti tutti rigorosamente identificati da un codice per non risalire al nominativo dei progettisti, proprio come si fa in un vero concorso di idee.
Non so cosa abbia pensato il Preside nel vedere le 6 buste bianche, so solo che dopo due settimane (interminabili) entra in classe e nomina il vincitore.. tra stupore, entusiasmi e alcune delusioni, ma si sa il vincitore è solo uno.
A settembre in attesa che tutti i professori vengano nominati, la classe si metterà all’opera e dipingerà le pareti come da progetto vincitore, integrato da brani di testi che hanno lasciato il segno sulle menti e i cuori degli alunni durante le loro letture, come da indicazione della prof. Cava di Lettere. Vedremmo a settembre gli sviluppi.. e a me non resta che ringraziare i ragazzi della 2CA, tutti i miei colleghi docenti e tecnici e soprattutto il D.S. prof. Filippo Pelizza del' IST Vinci Nervi Fermi Migliara di Alessandria.
Per ora Buona estate.
Prof. Maura Assandri







Commenti
Posta un commento